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Villamarzana e la sua storia

 

Storia:

Dal libro "Villamarzana Nel Tempo" scritto da Don Valmore Mantovani, parroco di Villamarzana dal 1983 al 2003 , abbiamo potuto attingere a dati e a notizie per meglio descrivere l’etimologia del nostro paese.


Essendo il civico di Villamarzana posto accanto al Canalbianco ed essendo totalmente attraversato dallo scolo Valdentro, possiamo dedurre che il paese, fin dalle proprie origini, fosse fortemente interessato da collegamenti viari, per lo più commerciali, tra l’altro ancora oggi percorribili come carreggiate secondarie e sentieri agresti. Villamarzana risulta dunque essere luogo antico per quanto riguarda gli insediamenti umani, le ricerche archeologiche eseguite nel territorio fanno risalire il periodo alla fine dell’Età del Bronzo e gli inizi dell’Età del Ferro (XI-IX sec. a.C.).


Lo sviluppo commerciale ed abitativo del territorio, nell’epoca Paleoveneta ,è sopratutto dovuto al vicinissimo passaggio del ramo del Po di Adria , importantissima arteria fluviale che permetteva la navigabilità fino alle foci e quindi all’Adriatico da dove poi, sempre tramite trasporto fluviale avvenivano i collegamenti con la Grecia e con il Mediterraneo Orientale.


Dalla traduzione da un antico testo latino scritto da P. Prisciani si evince: "Riceveva le acque del Po sotto la Rocca di Castelnovo Bariano per 1000 passi di fronte alla fortezza di Sermide e discendeva per Massa Seriana, ora detta Sariano; poi giungerva a Trecenta passando per Bagnolo di Po e Castelguglielmo, e successivamente dopo questi per il fondo di Maneggio (infatti quelle acque del Canale, e le altre del Tartaro e del nuovo ramo dell’Adige (il ramo del Castagnaro e della Malopera) allora scorrevano debolmente tra Maneggio e Castelguglielmo) si portava presso la chiesa di San Bellino e il Castello di Salinguerra, un tempo villa Comeda, ora detta Fratta. Oltrepassati poi i villaggi di Gognano, di Villamarzana, di Arquà,di Cornè, di Grignano, di Borsea, di S.Apollinare chiamata un tempo Massa Campilia, di Romagnano, di Baltun, di Grumolo e di Ceregnano,si congiungeva con il fiume Tartaro e abbracciate Caselaro(?) e Cartiragoe altre ancora e le Valli di Adria, le foci si riversano in mare originando il porto della Filistina.


E’ certo dunque che in epoca achea e preachea naviganti provenienti dalla Grecia e dal Mediterraneo Orientale , per tappe successive, giungessero all’Adriatico Settentrionale e quindi alle foci del Po per ricevere e scambiare mercanzie. Tra i prodotti degli scambi commerciali, c’era l’ambra, la preziosa resina fossile che veniva raccolta sulle sponde del Mare del Nord e del Mar Baltico e trasportata, attraverso i corsi dell’Elba, della Moldava e del Danubio, e i paesi alpini del Resia e del Brennero, e i corsi dell’Adige e del Mincio fino alle foci del Po. L’intera regione diventa quindi punto di incontro di popolazione etnicamente diverse: venete, greche etrusche,danubiano-balcaniche,celtiche. A questo periodo (V secolo a.C.) si può far risalire la presenza di un insediamento di Etruschi nella città di Adria, nei secoli successivi, il territorio del Polesine subisce l’influenza dei Celti e dei Galli che dura per circa due secoli. I tempi sono maturi per la dominazione romana che comincia verso la fine del III secolo a.C. i quali governano il territorio per diversi secoli e lasciano chiare impronte della loro presenza anche in Villamarzana .Un reperto d’epoca romana molto interessante è il ritrovamento di un cippo sepolcrale scoperto nell’anno 1733 nelle fondamenta della chiesa parrocchiale di Villamarzana. Altri rinvenimenti di materiali d’epoca sono un’altra prova di un insediamento romano: tegole,vasi,anfore,alcune monete auree,frammenti fittili e cocci vari. Il territorio del Polesine rimane sotto il dominio romano fino al V secolo d.C. Tra il V ed il VI secolo, avviene un avvenimento fondamentale e di incalcolabile portata (non solo per l’Italia) : il sorgere dell’ordine Benedettino. I monaci di Villamarzana intraprendono con il tempo la bonifica del terreno e costituiscono la "pars dominica" della cella (per cella si intende la modestissima dimora per un monaco addetto all’assistenza del piccolo nucleo di abitanti). Con il contributo poi degli abitanti più poveri del paese, che presso il monaco trovano rifugio e protezione, prende avvio la costituzione di una " pars massaricia" appezza- mento di terreno, lotizzato e dato in uso a coloro che hanno prestato la loro opera nella bonifica dei terreni paludosi . I frati Benedettini dunque, determinano uno dei momenti più importanti nella nascita del territorio e della sua vocazione esclusivamente agricola. Seguirà poi la dominazione estense, alla quale subentrerà la Repubblica della Serenissima per arrivare poi nel 1796 alla dominazione francese per passare nel 1813 alla dominazione austriaca.


Presenza e descrizione dei beni culturali, artistici, architettonici/beni turistici/collegamenti infrastrutturali/presenza di circuiti turistici di rilievo.


Il Comune di Villamarzana è suddiviso principalmente in tre nuclei abitativi: il centro, la frazione ora chiamata Passo di Villamarzana, e la frazione di Gognano.


L’abitato del Passo di Villamarzana, si estendeva, prima dei lavori del Canalbianco, lungo tutta la riva sinistra del canale.


Ora, con la deviazione del fiume, alcune abitazioni si trovano sulla riva destra, più vicini al comune di Frassinelle che al comune di Villamarzana. Non esiste nella frazione in menzione purtroppo nulla di artisticamente rilevante, tutto però lascia pensare che l’abitato, essendo vicinissimo alla Michiela, località famosa per i suoi ritrovamenti Protovillanoviani, ed essendo per la sua quasi totalità in riva al corso d’acqua, possa essere sorto sulle fondazioni di un più antico villaggio chiaramente d’epoca paleoveneta. La frazione di Gognano è sicuramente più ricca di antiche testimonianze; la chiesa, dedicata a S. Bartolomeo, mostra ancora oggi uno stupendo campanile sicuramente eretto attorno all’anno 1000, mentre parte della chiesa risale al 1400 c.a. Altra testimonianza importante è stata l’esistenza fino ai primi del 900 c.a di quello che si diceva essere un’ospedale Benedettino se non addirittura un convento. Un palazzo nobiliare dell’800, ancora in buone condizioni, rende poi la frazione, oggi abitata da oltre 300 unità, molto suggestiva.


Il centro di Villamarzana, oggi si presenta ancora come un tipico paese rurale della campagna polesana, ma l’imminente apertura del casello autostradale, la creazione di una "Macro Area" industriale ed artigianale e lo sviluppo dell’area artigianale già esistente, cambierà inevitabilmente, se non subito, ma sicuramente in pochi anni, l’aspetto del territorio in modo radicale.

Da visitare la chiesa parrocchiale edificata sulle fondamenta della vecchia chiesa plebana del 972 dedicata a S.Stefano Papa Martire, dove si può ammirare un pregevole altare maggiore e l’organo risalente al 1860. In centro, di forte impatto urbanistico, il municipio ubicato proprio nell’incrocio delle due vie più importanti del paese e le scuole con l’attigua palestra. La sola costruzione meritevole di attenzione è la villa con annesso parco, di proprietà della famiglia Maffei Giglioli ora abitanti a Ferrara. Tre sono i monumenti in paese, il monumento all’Emigrante a ricordo di tutti i nostri compaesani emigrati, un fenomeno che ha fortemente condizionato lo sviluppo del polesine e quindi anche della nostra comunità a partire dal 1888 fino al 1914. D'altronde, l’arretratezza dell’agricoltura, il latifondismo, gli scarsi investimenti di capitali in loco, l’aumento del numero dei debiti e degli "obligati",come erano chiamati coloro che avevano debiti da pagare, ed infine l’inondazione dell’Adige nel 1882 avevano aggravato sensibilmente le condizioni di vita dei lavoratori delle campagne e quindi la disoccupazione si andava ad aggiungere alla già precaria situazione igienica, sanitaria, alimentare ed abitativa.


Non restava perciò come unica via d’uscita l’emigrazione, oltre Oceano fine alla fine del secolo, verso le più ricche città del nord, dagli inizi del 900 appunto fino al 1914 vigilia della prima guerra mondiale. Il secondo monumento è quello dedicato ai caduti della grande guerra del 1915-1918 ai lati del monumento sono riportati i nomi delle vittime.


Il terzo, il più grande e più importante monumento del paese per quello che ha significato, è il monumento eretto in memoria dei nostri 43 Martiri barbaramente uccisi dai nazifascisti il 15 ottobre del 1944. Molto ci sarebbe da dire sui fatti che hanno preceduto l’eccidio, e sull’eccidio stesso, sulle vittime innocenti, sul maestro Tasso, una delle vittime che, sereno ed impassibile, dopo aver fatto coraggio a tutti i suoi compagni, affrontò la morte gridando viva l’Italia libera. Su questo monumento verte parte del nostro progetto.


Presenza e descrizione dei beni ambientali e paesaggistici


Il Canal Bianco, sopra citato in quanto paleoalveo, e la località Michiela, famosa per i suoi ritrovamenti protovillanoviani o sicuramente di poco successivi alla più famosa vicina Frattesina. Nelle vicinanze , a 5 Km c.a , quindi facilmente raggiungi-bile , un ostello della gioventù in territorio di Arquà Polesine.Come attrezzature sportive, Villamarzana dispone di un nuovo campo da calcio in uso alla locale società calcistica giovanile "Canalbianco" formata da tre comuni, data la carenza di giovani atleti, Villamarzana, Arquà Polesine e Costa di Rovigo. La palestra comunale, usata per le ore di educazione fisica dalle scuole elementari, dai corsi serali di ginnastica femminile e dalla locale società di volley femminile under 16, tra l’altro neo campionesse provinciali.


Punti di debolezza del territorio che rendono necessario il progetto (mancanza di sinergia tra gli attori, scarso coordinamento, mancanza di servizi al turista, mancanza di materiale, rischio abbandono area/sito storico...)


Certamente la mancanza di servizi al turista in quanto zona da sempre trascurata sotto il profilo ambientale/turistico, nel tempo ha maturato un’apatia e un totale disinteresse alla promozione di qualsiasi attività e di conseguenza l’imprenditoria locale stessa non ha mai rivolto particolare attenzione ai bisogni turistico ricettivi.


Punti di forza da sfruttare (vicinanza ad altri luoghi di flusso turistico, presenza strutture alberghi, B&B, alta potenzialità del luogo, capacità di carico...)


Le molte ed attive associazioni di volontariato presenti nel territorio, cito ad esempio Il Manegium di Fratta Polesine, sono una fonte di inesauribile ed inestimabile forza per la valorizzazione delle iniziative culturali, le manifestazioni e le varie attività che si svolgono nel territorio. Come sopra menzionato, la recente apertura nel vicino comune di Bosaro di un ostello della gioventù facilmente raggiungibile da Villamarzana in quanto dista appena 5 Km, ha promosso un nuovo flusso turistico che rivolge particolare attenzione all’ambiente paesaggistico e naturalistico del nostro territorio. Dobbiamo quindi sempre più saper tener conto che sta nascendo un nuovo modo di fare turismo e di non sottovalutare le opportunità che ci offre il turista sempre più interessato alla pace e alla tranquillità che la nostra campagna ci può ancora offrire. Per quanto riguarda le strutture ricettive, oggi Villamarzana offre tre ristoranti pizzerie:


Il Michelangelo Da Vinci, ambiente suggestivo e particolare in quanto ospita i propri clienti all’interno di due veri aerei e all’interno di uno splendido caseggiato rurale sapientemente affrescato ed arredato.


Il Duca di Baviera, per lo più pub pizzeria dove spicca un arredo tipicamente Bavarese e dove si possono gustare oltre alle pizze, prelibati piatti altoatesini.


Ultimo e di recente nascita, il ristorante pizzeria Galassia, posto in centro storico proprio di fronte alla sede municipale, per lo più vocato a ristorante per colazioni di lavoro e pizzeria nelle ore serali.


Non esistono purtroppo agriturismo in paese, il più vicino è a 4 km circa ed è nel comune di Arquà Polesine. Non ci sono B&B in paese e neppure nelle immediate vicinanze, possiamo invece contare sulla presenza di circuiti turistici di rilievo in quanto siamo vicinissimi a Fratta Polesine, il paese che oltre ad aver dato i natali a Giacomo Matteotti, offre ai propri visitatori la visione di alcune magnifiche ville venete e fra esse la splendida villa Badoer del Palladio. Altrettanto importante in Fratta, l’itinerario carbonaro, il museo etnografico della associazione Il Manegium, e la mostra su Giacomo Matteotti.



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